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TOMBOLE, LOTTERIE e PESCHE DI BENEFICENZA

OBBLIGO DI COMUNICARE L'EFFETTUAZIONE ANCHE ALLA
AMMINISTRAZIONE AUTONOMA DEI MONOPOLI DI STATO
INTRODOTTO DAL DL N. 269 del 30/09/2003
convertito in Legge con la Legge
24/11/2003, n. 326
Ulteriori adempimenti per chi le organizza
( commento a cura di Mauro Giannarelli )

 

Se la Finanziaria 2004 non ha portato agevolazioni per le pro loco, dai provvedimenti recentemente approvati con voto di fiducia arrivano nuovi ed ulteriori adempimenti di non poco conto a carico di chi organizza, come associazione senza scopo di lucro e rispettando quanto già previsto dagli articoli 13 e 14 del Regolamento specifico per queste tipologie di manifestazioni (DPR 430/2001) tombole, lotterie e pesche di beneficenza.

Tra le varie norme che contiene il DL n. 269 del 30/09/2003 (già in vigore, convertito in legge dalla Legge 24 Novembre 2003, n. 326 - contente un mare di disposizioni tra cui il condono edilizio, la detax, e numerosi altri provvedimenti che generalmente non ci interessano come pro loco), il comma 13-quinquies dell'art. 39 (ben rimpiattato e poco pubblicizzato) aggiunge agli adempimenti già previsti dal DPR 430/2001, l'obbligo di comunicare l'effettuazione di qualsiasi tombola, lotteria o pesca di beneficenza anche al Ministero dell'economia e delle finanze - Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato.

Questo indipendentemente dalla estensione territoriale della cosiddetta "manifestazione di sorte locale" (comune, comuni contermini, provincia) e indipendentemente dall'importo o valore dei premi della stessa.
La nuova comunicazione è obbligatoria per tutte le tombole, lotterie e pesche di beneficenza che si fanno, nessuna esclusa.

I Monopoli di stato hanno trenta giorni di tempo dal ricevimento della nuova comunicazione prevista per valutare le manifestazioni, "affinche' le stesse non risultino coincidenti con attivita' di giuoco riservato allo Stato" e prendere uno specifico provvedimento con cui emanare disposizioni, al cui rispetto viene subordinato il nulla-osta per l'effettuazione della manifestazione. Teoricamente, vista l'ampia discrezionalità lasciata ai Monopoli di stato, potrebbero essere impartite disposizioni tali da impedire, di fatto, lo svolgimento di tutte le manifestazione di sorte locale.

Alla base del provvedimento, che mi pare vessatorio per le "normali" associazioni senza fine di lucro, c'è da parte dello Stato il timore che le manifestazioni di sorte locali organizzate dalle associazioni senza scopo di lucro possano in qualche modo fare diminuire le entrate dello Stato:
"Al fine di evitare fenomeni di elusione del monopolio statale dei giuochi...".
Lo Stato non vuole concorrenza neppure dalle associazioni senza fine di lucro, che magari investono i fondi ricavati per sopperire alle sue carenze in tanti settori.

La nuova normativa, a mio personale giudizio, è estremamente penalizzante per tutte le associazioni che non sono "bische mascherate" (quelle, se ce ne sono, troveranno certamente il sistema di continuare, magari con uno scanner e una fotocopiatrice), e che ricorrono saltuariamente a questo tipo di manifestazioni per il proprio finanziamento.
Per essere tranquilli (leggete più avanti la legge e le note) occorrerà inviare la prima comunicazione prevista, quella al Ministero, almeno due mesi prima. E questo certamente non ci semplifica la vita.

Gli adempimenti e il controllo del Prefetto, previsto dalla vigente e non abrogata normativa (DPR 430/2001) sono già penalizzanti perché estesi a tutte le "manifestazioni di sorte locali" indipendentemente dall'importo del monte premi, mentre in precedenza fino a Lire 3.000.000 la procedura era inesistente o molto semplificata.
Agli adempimenti necessari per effettuare durante una sagra una lotteria di una bicicletta, già in essere, aggiungete anche questi ultimi, e poi valutate se ne vale la pena.

Intendiamoci, se si intendeva perseguire chi fa il "furbo", niente da recriminare. Solo che si dovevano mettere dei paletti o dei limiti, ad esempio ripristinare quanto meno i famosi "Lire 3.000.000" che con la normativa precedente al 2001 era la soglia sotto la quale gli adempimenti erano ridotti.

Se il Bingo non ha fatto "bingo", non credo che la causa siano le tombole delle associazioni no profit.
La nuova normativa non comporta spese (al di la di quelle postali), ma aggiunge adempimenti ad adempimenti. Potrebbe sorgere il dubbio che sia sta fatta proprio per le spese postali.

Il costo di chi dovrà (o dovrebbe) controllare la documentazione pervenuta al Ministero (attività sino ad ora non prevista) sarà probabilmente superiore a quanto porterà allo Stato la diminuzione della "concorrenza", peraltro non gratuita, visto che sulle manifestazioni di sorte locale vanno versate, quasi in ogni caso, imposte allo Stato (10% del monte premi).

Vale la pena per le associazioni senza fine di lucro continuare a fare, come fanno e facciamo, volontariato gratis sopperendo alle croniche carenze dello Stato e degli altri Enti pubblici ?

Mauro Giannarelli

Interrogazione parlamentare presentata il 4 febbraio 2004:

interrogazione parlamentare

 

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