Novità fiscali con decorrenza dal 1 gennaio 2001
a cura di Roberto Prescendi - Dipartimento Fiscale UNPLI

Per le Associazioni Pro Loco che si avvalgono dell’opzione di cui all’articolo 1 della legge 16 dicembre 1991, n. 398, e successive modificazioni, non concorrono a formare il reddito imponibile, per un numero di eventi complessivamente non superiore a due per anno e (per il 2001) per un importo non superiore a 100.000.000 per periodo di imposta:

  1. i proventi realizzati nello svolgimento di attività commerciali connesse agli scopi istituzionali;

  2. i proventi realizzati per il tramite della raccolta pubblica di fondi effettuata occasionalmente, anche mediante offerte di beni di modico valore o di servizi ai sovventori, in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione

Commento di Roberto Prescendi - (per vedere le note richiamate cliccarci sopra)

Questo articolato è la risultanza finale delle variazioni introdotte dalla legge finanziaria 2001 in relazione ai passaggi normativi citati nelle [note 1 2 3].

Tentiamo ora di analizzare alcuni significativi passaggi:

"non concorrono a formare il reddito imponibile" è chiarissimo che si riferisce ad IRPEG ed IRAP ma non altrettanto all'IVA.

In qualche misura ci aiuta la circolare ministeriale n. 43/2000, riportata per estratto nella [nota 4], che sottolinea come "delle attività che presentano il carattere di occasionalità e saltuarietà sono, in base ai principi generali, escluse dal campo di applicazione dell’IVA". I termini "occasionalità" e "saltuarietà" erano quelli citati nella prima formulazione del provvedimento che sono stati poi eliminati. C'è da chiedersi se questo è avvenuto nell'intento di rimuovere una possibilissima fonte di contenzioso con gli accertatori finanziari (ipotesi benevola) o nell'intento di recuperare materia imponibile (ipotesi malevola). Anche in considerazione del fatto che comunque i proventi di cui alla lettera b) sono esplicitamente in regime di esclusione dall'imposta sul valore aggiunto ai sensi dell'art.2 del D.Lgs. 460/97, propendo personalmente per una lettura in chiave ottimistica e ritengo che i 100.000.000 non siano assoggettabili né ad imposte dirette e né ad imposte indirette in attesa che giunga presto un definitivo chiarimento.

"connesse agli scopi istituzionali" la medesima circolare, parlando di società sportive, dice "la connessione con gli scopi istituzionali comporta che le attività commerciali debbano essere strutturalmente funzionali alla manifestazione sportiva e rese in concomitanza con lo svolgimento della medesima". Dovrebbe chiaramente intendere che comunque sono iniziative indirizzate al conseguimento stretto dei fini statutari; è quindi indispensabile leggerselo attentamente ad evitare di incorrere in qualche contestazione interpretativa.

"due per anno" lascia ampio margine di discrezionalità, pur nella tendenza "ufficiosa" ad identificare le prime di calendario. Anche qui per analogia con quanto codificato per i proventi di cui alla lettera b) (lettera i del punto 4.3 della circolare 224/E del 5/12/2000 per i quali è esplicitamente imposta) ( [nota 5] ), si ritiene che vada data comunicazione preventiva alla Siae nella sua qualità di ente accertatore dei soggetti in regime di 398 all'evidente scopo di poterne permettere la verifica dei reali contenuti finanziari.

"legge 398" è evidente che il provvedimento non può essere applicato dalle Pro Loco che utilizzano metodologie contabili, semplificate ed ordinarie, che portano alla deduzione Iva da Iva e costi da ricavi, un po' meno chiaro è se una Pro Loco che svolge solamente attività "commerciali" entro questi limiti possa rinunciare alla partita Iva o evitare di richiederla. È pur vero che, scomparsa la tassa relativa, l'unica incombenza residuale rimarrebbe quella di dotarsi del prospetto riepilogativo dei corrispettivi e di presentare la dichiarazione dei redditi a saldi zero ma è altrettanto vero che se svolgesse unicamente attività di cui alla lettera b) si sarebbe in presenza di chiara esclusione dall'Iva. Lo stesso Ministero delle finanze, ufficio per l'informazione del contribuente, nella pubblicazione "le nuove agevolazioni fiscali per le associazioni sportive dilettantistiche" edito a febbraio 2000, a pagina 6 ( [nota 6] ), dice che "non sono tenute a richiedere la partita Iva". Ancora una volta, cercando di interpretare le intenzioni del legislatore e quindi lo spirito del provvedimento, propendo per affermare che una associazione che svolge unicamente attività istituzionali, eventualmente integrate con attività commerciali connesse e/o con raccolta pubblica di fondi nei limiti del numero delle iniziative e dell'importo dei proventi, non assume alcuna rilevanza fiscale e non ha pertanto alcuna necessità di essere dotata di partita Iva.

Un ultimo cenno va riservato all'obbligo di "contabilità separata" e al, triste, rischio di perdita della qualifica di ente non commerciale ai sensi dell'art.111-bis del T.U.I.R. ( [nota 7] ). Tale eventualità si fronteggia quantificando il valore figurativo del volontariato che nelle Pro Loco è quasi sempre altissimo. Se quantifichiamo con un valore medio accettabile (esistono probabilmente degli indicatori oggettivi validi per i progetti europei) le ore/uomo occorrenti per far funzionare la "macchina" istituzionale delle singole Pro Loco per tutte le attività che precedono e seguono i momenti di commercialità del calendario annuo non dovremmo avere difficoltà a dimostrare che sia i proventi che i costi complessivi vedono in netta prevalenza quelli di segno istituzionale rispetto a quelli commerciali. Se non ce la sentiamo di monetizzare ora questi valori dobbiamo comunque farne emergere la quantità complessiva in sede di relazione accompagnatoria del bilancio in maniera tale da poter controbattere ipotetiche future contestazioni con dati di fatto oggettivi e precostituiti. Già la puntuale archiviazione dei verbali delle innumerevoli riunioni, consiliari ed assembleari, da cui si possano evincere la loro durata e il numero dei partecipanti e il loro richiamo in sede di allegati al bilancio costituisce un buon punto di partenza non certamente difficile da mettere in pratica. Il fatto poi che copia del bilancio sia stata depositata presso qualche ente pubblico (Comune, Regione, Apt, ecc.) evita ogni ipotesi di contraffazione a posteriori.


ulteriori agevolazioni

Spendo solamente poche altre righe per soffermare l'attenzione sulla soppressione dell'obbligo del libretto sanitario per gli addetti alla somministrazione di alimenti e bevande dagli organizzatori di sagre, fiere, ecc. (art.92 della finanziaria [nota 8]), per il rinvio dell'entrata in vigore al 1.10.2001 dell'obbligo dei misuratori fiscali [nota 9] e per il regolamento previsto dall'art. 32 della finanziaria [nota 10] che potrebbe aprire la strada alla definitiva cancellazione dell'obbligo dei misuratori fiscali.

Con questo, ritenendo di avere abusato sin troppo della pazienza del lettore, chiudo queste riflessioni e saluto con l'augurio che queste conquiste siano solamente una ulteriore tappa di una lunga serie tendente alla riduzione del carico fiscale e delle incombenze per i benemeriti dirigenti delle Pro Loco.

Da ultimo voglio esplicitamente citare e ringraziare Mauro Giannarelli, responsabile del dipartimento fiscale, per la preziosissima collaborazione fornita nel rendere disponibili, praticamente in tempo reale, i testi di tutti i provvedimenti citati.

Roberto Prescendi